Dall’Afghanistan al Congo, le crisi visibili e quelle invisibili

Rapporto Medici senza frontiere. Guerre in corso, Afghanistan la più “notiziabile”, ma dei 414 servizi, 331 sono su eventi che interessano l’Italia. Congo 5 servizi, 10 Costa d’Avorio, 44 Sudan (ma 33 sul rapimento dell’operatore di Emergency)

ROMA - Afghanistan, Sudan e Sud Sudan, Bahrein, Costa d’Avorio e Repubblica Democratica del Congo: sono queste le cinque aree di conflitto  prese in esame dall’ottavo Rapporto sulle crisi dimenticate, presentato oggi a Roma da Medici senza frontiere. Crisi molto visibili, come quella in Afghanistan, a cui sono stati dedicati 414 servizi, o crisi pressoché invisibili,  come quella del Congo, presente solo in 5 notizie. Poco visibili le altre: il Sudan e il Sud Sudan (rispettivamente 44 e 9 notizie), il Bahrein (24), la Costa d’Avorio (10). Precisano gli autori del Rapporto: “I paesi diventano visibili nei servizi non tanto perché si vuole raccontare del conflitto e delle sue conseguenze sulla popolazione, ma piuttosto per l’accadere di un evento che ci coinvolge più da vicino (per esempio riguarda nostri connazionali) o che ha conseguenze che ci riguardano o che potenzialmente potrebbero riguardarci”.

Afghanistan. Delle 414 notizie dedicate alla crisi in questo paese, 331 sono di cronaca di eventi che in qualche modo interessano direttamente l’Italia. Tra questi, gli attentati al nostro contingente, le visite dei rappresentanti delle istituzioni italiane nel paese e il dibattito politico sulla nostra missione e sul suo rifinanziamento. “Un’ulteriore cinquantina di notizie –si legge nel Rapporto- riguardano le strategie politico-militari degli altri paesi occidentali, la presenza di missioni occidentali sul territorio e gli attentati a danno di queste ultime”.

Sudan e Sud Sudan. Dei 44 servizi dedicati al Paese, ben 33 riguardano il rapimento e il successivo rilascio dell’ operatore di Emergency Francesco Azzarà. I servizi rimanenti parlano del referendum per la nascita dello stato del Sud Sudan a gennaio e la sua proclamazione a luglio: nelle immagini e nei racconti, spesso è protagonista l’attore George Clooney, speciale osservatore elettorale nel paese.

Bahrein. “La Primavera araba – si legge nel Rapporto - è passata anche dal Bahrein, paese che però, con 24 notizie in tutto l’anno, rimane uno di quelli meno visibili nell’informazione sulle rivolte che hanno coinvolto l’area”. Ben 7 di questi servizi riguardano il rischio della cancellazione del Gran Premio di Formula 1, come conseguenza dell’instabilità politica del paese.

Costa d’Avorio. 10 notizie in tutto l’anno sono state dedicate a quest’area, teatro di una “sanguinosa guerra civile” e di una grave crisi umanitaria, specialmente in un momento di successione al potere. “I servizi – si legge nel Rapporto - riguardano la vicenda politica del braccio di ferro tra Alassane Ouattarà, il presidente eletto nel novembre 2010 e mai insediato e il presidente uscente Laurent Gbagbo”.

Repubblica Democratica del Congo. E’ questa la crisi “mediaticamente più invisibile”, secondo il rapporto di Msf. “Gli eventi che accadono nel paese, segnalato sistematicamente da Msf come una delle aree di crisi più gravi, i notiziari nel 2011 dedicano in tutto solo 5 notizie, quasi tutte notizie brevi o lette in studio. Tuttavia la crisi in corso nel paese non è neppure tangenzialmente raccontata
in questi servizi, che si occupano invece di incidenti aerei e di altri eventi, tanto da poter concludere che della crisi in corso nella Repubblica Democratica del Congo in un anno di informazione non si parla mai”. Nel frattempo, i telegiornali dedicavano 413 servizi alle nozze di William e Kate e 91 a quelle di Alberto di Monaco.

 

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Ultima modifica il Mercoledì, 16 Maggio 2012 09:56

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