Un ordigno inesploso può sembrare un gioco, ma non è uno scherzo

Il 3 aprile si è tenuta la conferenza stampa di lancio della campagna di sensibilizzazione sul tema degli ordigni bellici inesplosi che ha avuto luogo presso la prestigiosa Sala Nassyria del Senato (è possibile vedere la registrazione completa dell'evento sul canale Youtube dell'ANVCG).

Com’è tristemente noto, mine e ordigni bellici continuano a uccidere e ferire migliaia di persone ogni anno in tutto il mondo e per questo motivo l'ONU ha istituito la Giornata Mondiale per la Promozione e l'Assistenza all'Azione contro le Mine e gli ordigni bellici inesplosi che si celebra il 4 Aprile di ogni anno. Delle sventurate vittime di queste armi, tre su quattro sono civili, che azionano questi congegni a volte anche dopo molti anni la fine di una guerra.

Gli effetti di lungo periodo sul territorio si fanno ancora sentire anche nel nostro Paese, tanto che ogni anno vengono rinvenuti oltre 60.000 ordigni (dati del Ministero della Difesa), principalmente della seconda guerra mondiale, i quali nel 2013 hanno causato n. 11 gravi ferimenti e già altri n. 3 nei primi mesi del 2014.

Alla conferenza stampa hanno preso parte il giovane Nicolas Marzolino, vittima dell’esplosione dell’ordigno bellico di Novalesa nel marzo 2013, il Presidente dell'Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra Avv. Giuseppe Castronovo, il Sottosegretario di Stato alla Difesa, On. Gioacchino Alfano, il Gen. Francesco Noto, Capo Ufficio Coordinamento Tecnico di Geniodife, il Col. Lucio Cannarile, comandante del 10° Reparto Infrastrutture di Napoli, Giovanni Lafirenze, appassionato esperto nel settore della bonifica bellica e autore del volume "Schegge Assassine", che ripercorre cronologicamente i ritrovamenti più eclatanti di ordigni in Italia e gli incidenti avvenuti negli ultimi dieci anni e che è stato pubblicato a cura dell’Associazione nell’ambito della campagna. E' stato poi presentato ufficialmente lo spot della campagna.

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L’evento ha poi visto la partecipazione della Vicepresidente del Senato Sen. Fedeli; del Sen. Marinello (Presidente della Commissione Territorio, ambiente, beni ambientali) e del Sen. Zeller; del Prefetto Dott. Di Caprio, capo del Dipartimento responsabile della vigilanza sull’Associazione presso il Ministero dell’Interno; del Presidente della Confederazione tra le Associazioni combattentistiche Bernardo Traversaro; del Presidente dell’Assobon (Associazione Italiana Imprese di Bonifica) Paolo Orabona; del Segretario dell’UNRWA (l’Agenzia per i rifugiati palestinesi delle Nazioni Unite) perl’Italia.

Nel suo saluto, la Vice Presidente del Senato Valeria Fedeli è partita dallo slogan della campagna "Un ordigno inesploso può sembrare un gioco, ma non è uno scherzo", per mettere in evidenza il dato più drammatico e sconvolgente della catastrofe determinata dalle mine antiuomo, quello del numero di bambini che ne rimangono vittime e che rappresentano oltre un terzo delle vittime complessive. In oltre 60 Paesi del mondo ci sono oggi più di 100 milioni di mine (Afghanistan, Bosnia, Cambogia, Iraq, Yemen, Sudan, Angola, Somalia, Mozambico, Vietnam sono tra i Paesi più colpiti). Secondo alcune stime per sminare completamente l'Afghanistan, procedendo agli attuali ritmi, occorrerebbero oltre 4.000 anni, dato che fa capire quanto profondamente e quanto a lungo gli ordigni bellici rendano insicuro il territorio. La Senatrice ha poi ricordato che questo fenomeno tragico non riguarda solo paesi lontani e ha messo in evidenza l’importanza delle campagne di informazione e sensibilizzazione rivolte alle popolazioni, come quella presentata dall'Associazione, affinché chi si imbatta in questi ordigni - soprattutto le bambine e i bambini - sappia come comportarsi e affinché cresca l'attenzione dell'opinione pubblica.

Il Presidente dell'ANVCG Giuseppe Castronovo ha voluto mettere in evidenza che "è doloroso ed inaccettabile che a distanza di settant'anni dalla fine della guerra altre persone, altri giovani, possano avere il mio identico destino. Secondo l' UNICEF, infatti, i bambini rappresentano più di un terzo delle vittime civili. La loro curiosità naturale li espone a maggiori rischi, poiché spesso quando si imbattono in tali ordigni, non conoscendoli, cercano di aprirli o di giocarci. Essi sono pertanto più esposti degli adulti al rischio di morire o di ferirsi per le conseguenze delle esplosioni. Occuparsi di questo problema e prodigarsi affinché il territorio venga bonificato da questi ordigni e la popolazione informata sui rischi ed i pericoli che comportano fa, quindi, naturalmente parte della mission dell'Associazione: ecco perché abbiamo creato al nostro interno uno specifico Dipartimento ordigni bellici inesplosi impegnato a condurre ricerche, studi e iniziative sul tema, in Italia e nel mondo, dove sono in atto ancora tanti, troppi conflitti bellici."

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E’ stata quindi la volta del giovane Nicolas Marzolino che ha raccontato la sua storia e ha dichiarato la sua determinazione nel voler promuovere l’informazione su questo tema, mettendo in evidenza la pericolosità della disinformazione soprattutto per i ragazzi che non hanno vissuto la guerra

Il Colonnello Lucio Eugenio Cannarile ha sottolineato che L'Esercito Italiano è l'unica Forza Armata preposta alla formazione degli artificieri di tutte le Forze di Polizia, Forze Armate e Corpi dello Stato e che gli artificieri dell'Esercito hanno eseguito oltre 30.000 interventi di bonifica negli ultimi 10 anni.

Il Sottosegretario di Stato alla Difesa, On. Gioacchino Alfano, ha ricordato che ''mine e ordigni bellici continuano a uccidere come conferma anche l' Onu, e l' Italia non è immune da questo fenomeno nonostante l' ultimo conflitto bellico risalga ormai a 70 anni fa. Occorre intervenire e soprattutto supportare le Forze armate''.

L’iniziativa ha trovato una grande eco nei mezzi di informazione, con articoli pubblicati su Il Tempo, Il Corriere della Sera, La Sicilia, Repubblica.it  e moltissime testate web. Inoltre l’evento ha trovato spazio anche nel palinsesto di RaiNews24, di Radio Vaticana e in vari siti internet, tra cui quello del Segretariato sociale della Rai.

Si è trattato di un momento molto importante perché ha potuto mettere a confronto per la prima volta tutte le realtà operanti nel settore, che hanno potuto condividere le loro esperienze.

Ovviamente la campagna non si limiterà a questa giornata di presentazione, ma si articolerà con molte altre iniziative che avranno tutte lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica e dare la giusta informazione sul tema degli ordigni bellici inesplosi, con particolare riferimento alle giovani generazioni che sono le più esposte ai terribili pericoli che da essi derivano.

Ultima modifica il Mercoledì, 09 Aprile 2014 13:44

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