L'evento dell'ANVCG per la Giornata Mondiale per la promozione dell’azione contro le mine e gli ordigni bellici inesplosi

Il 4 aprile 2016 – in occasione della giornata istituita dall'ONU per la promozione dell'azione contro le mine e gli ordigni bellici inesplosi – si è svolto presso la Sala Comunicazioni del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR) l’incontro promosso dall’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra (ANVCG) dal titolo "E' tempo di disinnescare il pianeta".

L’incontro, che ha avuto la medaglia del Presidente della Repubblica e il patrocinio dei Ministeri degli Affari Esteri, dell'Interno e della Difesa ed ha visto la giornalista RAI Benedetta Rinaldi nel ruolo di moderatrice, è stato organizzato nel quadro del protocollo d’intesa che l’Associazione ha stipulato con il MIUR e ha visto la partecipazione di autorità, rappresentanti della società civile e gli studenti del Liceo Lucrezio Caro di Roma.

A fare gli onori di casa il Ministro dell'Istruzione, l'on. Stefania Giannini, che ha tra l'altro dichiarato "La firma del protocollo d'intesa con l’ANVCG è un impegno da parte nostra per diffondere la consapevolezza che la guerra è qualcosa di concretamente drammatico, a partire dalle scuole. E’ questo un esempio di quella scuola aperta che stiamo cercando di realizzare, per educare i ragazzi a una cittadinanza attiva e responsabile". Il Ministro ha poi voluto ricordare la prossima iniziativa che verrà realizzata nell’ambito del protocollo, il progetto “Testimoni”, con cui l’ANVCG vuole mettere in contatto la generazione che ha vissuto la guerra e gli studenti, attraverso un documentario e degli incontri.

Dopo la proiezione di un video introduttivo, per la regia di Emanuele Cervetti, i lavori sono stati aperti dal Presidente dell’ANVCG Giuseppe Castronovo: “La giornata di oggi, ricordata anche da Sua Santità Papa Francesco, serve – ha affermato  – per far capire a tutti che, nel mondo, ci sono ancora troppe guerre: attualmente, infatti, sono presenti conflitti bellici in 50 stati del mondo. La nostra idea, per la quale ringrazio il Ministro Giannini, è quella di entrare nelle scuole ed informare i più giovani del rischio che porta la guerra, anche una volta finita, a causa degli ordigni inesplosi”. Ha quindi ricordato la sua storia personale, così simile a quella di tante altre vittime civili e in particolare a quella di due ragazzi rimasti gravemente feriti da un ordigno bellico nel 2013 in Val di Susa: "E' mai possibile che a 70 anni di distanza dalla fine della II Guerra Mondiale ci siano ancora ragazzi che sono vittime civili di guerra? Nel 1944, quando avevo 9 anni, ho trovato anche io un ordigno inesploso pensavo fosse una penna e invece era ben altro. Ho perso la vista e la mia innocenza è stata uccisa. Questa giornata proclamata dall'ONU è importantissima, ricordiamoci che l'80% delle vittime delle guerre e dei conflitti sono civili e, dato ancor più allarmante, 1 su 3 è sotto i 14 anni di età. Per vincere questo problema, oltre all’informazione verso i più giovani, serve un sentimento puro: la fratellanza. E’ da qui che bisogna partire per creare una nuova cultura della pace

Il rilevante e riconosciuto impegno dell’Italia nella lotta contro gli ordigni bellici e nello sminamento umanitario è stato sottolineato dal Ministro plenipotenziario Gianfranco Incarnato, Vice Direttore Generale Affari Politici e Direttore Centrale Sicurezza, Disarmo e Non-Proliferazione Ministero degli Esteri: “l’Italia è stata particolarmente pronta ad attuare la convenzione internazionale di Ottawa firmata nel 1997, che proibisce l'uso, lo stoccaggio, la produzione e la vendita di mine antiuomo e ne impone la relativa distruzione: l’eliminazione delle mine fu completata dall’Italia nel 2002 con grande anticipo rispetto ai tempi previsti. La stessa efficienza e prontezza è stata dimostrata nell’attuazione della convenzione di Oslo per l’eliminazione delle munizioni a grappolo, terminata addirittura con cinque anni di anticipo. Attualmente l’Italia è attivissima in diversi paesi (Afghanistan, Siria, Bosnia-Erzegovna, Sudan ecc.) , per mettere in atto sia operazioni di sminamento che interventi a favore delle vittime dei conflitti.” Il Ministro ha concluso il suo intervento ricordando il ruolo chiave della politica anche in questo delicatissimo campo.

A questo proposito,  l’On. Paola Boldrini ha voluto ricordare l’impegno della Commissione difesa della Camera, cui lei appartiene, nell’esame della proposta dell’Associazione per l’istituzione di una Giornata Nazionale delle Vittime Civili di Guerra a firma dell'On:Burtone: “i conflitti hanno oggi una dimensione mondiale e il prezzo pagato dalla popolazione civile, direttamente o indirettamente, è sempre più alto, con migliaia di morti e di gravissimi feriti. Nella trasmissione dei valori della pace e del rifiuto della guerra, sanciti nella nostra Costituzione, il recupero della memoria ha un posto molto importante, specialmente nei confronti degli studenti delle scuole. Per questo motivo tutte le forze politiche si sono trovate d’accordo nel sostenere la proposta per l’istituzione di una Giornata Nazionale delle Vittime Civili di Guerra, da tenersi il primo febbraio di ogni anno, che si spera possa venire approvata definitivamente in tempi brevi”.

L’impegno italiano contro gli ordigni è stato al centro dell’intervento di Giuseppe Schiavello di Campagna Italiana contro le Mine che ha voluto evidenziare come “l’action mine ora non si limita più al semplice sminamento, ma ricomprende tutta una serie di attività umanitarie a favore delle vittime, come ha sottolineato il Segretario Generale dell’ONU nel suo messaggio per la Giornata. L’impegno della società civile è fondamentale, come è stato dimostrato nella messa al bando delle bombe a grappolo. L’Italia è ora un esempio e una guida per gli altri paesi nell’azione contro queste micidiali armi di guerra; la continuità di questo impegno è stata fino ad oggi garantita dal fondo istituito della legge n.58 del 2001, che è fondamentale mantenere e anche incrementare”.

Molto interesse ha suscitato la ricerca realizzata per L’Osservatorio dell’ANVCG da Giulio Coppi della Fordham University sull’utilizzo dei droni per la mappatura degli ordigni esplosivi sul territorio. Come esempio concreto, è stato analizzato il caso dei Balcani in cui la presenza di flussi migratori "al di fuori dei punti di ingresso ufficiali potrebbe esporre i migranti al rischio di incorrere in zone minate, eredità della guerra che ha interessato quella zona durante gli anni ’90”. Queste persone sono per la massima parte nuove vittime civili delle guerre che infuriano nel Medio Oriente, cui l’ANVCG ha dedicato una campagna di sensibilizzazione lanciata a Lampedusa il 3 ottobre scorso.

E’ stata quindi la volta di Giovanni Lafirenze, esperto di bonifica bellica e collaboratore del Dipartimento Ordigni Inesplosi dell’ANVCG, che ha presentato il suo nuovo libro “Le guerre sepolte”, una ricognizione dei principali ritrovamenti e degli incidenti avvenuti negli ultimi due anni, non solo in Italia, ma anche in Europa e nel mondo.

La testimonianza di come sia ancora possibile essere vittime di ordigni inesplosi in Italia è arrivato da Nicolas Marzolino, una dei ragazzi rimasto vittima dell’incidente accaduto a Novalesa nel marzo 2013 e attivissimo testimonial nella campagna di sensibilizzazione sugli ordigni inesplosi dell’ANVCG, il quale ha raccontato la sua storia: "Sembrava un lumino del campo santo, ma al campo santo ho rischiato di finirci io" – le parole di Nicolas, che dopo l'esplosione ha perso la vista, come il suo amico Lorenzo, e una mano. "L’informazione è per me il concetto chiave, ritengo indispensabile che nelle scuole ci sia sensibilizzazione sul tema degli ordigni inesplosi, perché una cosa del genere non deve capitare più".

Durante l'incontro, sullo schermo prendeva vita un fumetto disegnato in diretta da due illustratori della Scuola Internazionale Comics, partner dell'evento. Roberto Dal Prà, docente della prestigiosa scuola di illustrazione, ha così commentato: "Ha ragione Nicolas, informare e sensibilizzare sono compiti fondamentali. Noi possiamo proporre un mezzo, quello del fumetto e dell'illustrazione, per rendere ancora più attuale un tema che non può essere dimenticato".

L’incontro si è concluso con la premiazione di Eugenia Ponzo, la studentessa della Scuola Comics ideatrice del logo della manifestazione.

Tra i molti intervenuti all’incontro (fra cui CISP, Ambasciata tedesca in Italia, ANRP, AICG) hanno rivolto un breve saluto Maurizio Simoncelli di Archivio Disarmo che sottolineato il grande interesse dei ragazzi da lui riscontrato per queste tematiche; Loris de Filippi di Medici Senza Frontiere che ha ricordato i tanti conflitti ignorati dai mass media, come quello in Yemen ed ha spiegato come sia difficile operare nei contesti di guerra; Maria Teresa Letta, Vice Presidente della Croce Rossa Italiana, che ha illustrato l’impegno della Croce Rossa e della Mezza luna rossa in tutto il mondo; Marina Calvino di UNRWA Italia (Agenzia ONU per i profughi palestinesi), che descritto le difficilissime condizioni dei rifugiati nel Medio Oriente ed ha ricordato il progetto realizzato con l’ANVCG nella Striscia di Gaza, annunciando un nuovo comune impegno per  la realizzazione di un campo giochi nel campo di Homs per i bambini rifugiati e locali.

Pur non potendo essere presenti per impegni pregressi, hanno voluto far pervenire il loro saluto il Presidente emerito Giorgio Napolitano, il Ministro dell’Interno Angelino Alfano e il Sottosegretario alla Difesa Gioacchino Alfano.

Il senso della Giornata è stato riassunto dal Presidente Castronovo a chiusura dei lavori: “Non dobbiamo dimenticare che non è possibile bonificare completamente un territorio bombardato, che sarà sempre a rischio, ma possiamo far sì che non ci sia più una terra da bonificare. Possiamo costruire la pace, possiamo salvare delle vite, le nuove generazioni devono credere che possa esistere un mondo migliore, a partire da loro”.

Ultima modifica il Lunedì, 18 Aprile 2016 13:16

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