"Chi fugge dalla violenza della guerra lo fa per salvare la propria vita"

L'Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra esprime solidarietà alle vittime dell'ennesima strage di migranti nel Mar Mediterraneo

L'ennesima strage di una guerra silenziosa che continua a mietere vittime. Più di 400 migranti, per la maggior parte somali, sarebbero infatti annegati nel tentativo di raggiungere le coste meridionali dell'Europa. Il governo somalo riferisce di almeno 200 migranti certamente annegati in una spedizione da quattro imbarcazioni: i mezzi di soccorso sono riusciti a mettere in salvo, per il momento, solamente una trentina di persone. Una notte tragica sul fronte migranti, quella tra il 17 e il 18 aprile, visti anche i sei cadaveri rinvenuti su un gommone diretto verso l'Italia e ritrovato nel Canale di Sicilia: l'operazione di salvataggio condotta dalle organizzazioni umanitarie ha portato in salvo 108 persone.

"E' davvero doloroso trovarci ancora una volta ad assistere ad una tragedia in cui centinaia di persone hanno pero la vita nel Mar Mediterraneo, cercando di raggiungere un'altra terra. E' indispensabile - le parole dell'avv. Giuseppe Castronovo, presidente dell'Associazione Vittime Civili di Guerra - che la comunità internazionale e la società civile mondiale comincino ad assumersi la responsabilità di questo fenomeno, con quello spirito di fraternità, solidarietà e rispetto per la dignità umana che Papa Francesco ha ricordato nel suo recentissimo viaggio a Lesbo. Costruire muri o ideare leggi sempre più complicate, oltre ad essere disumano e spesso dettato solo da interessi personali di basso livello, non serve a nulla: queste persone nella maggior parte dei casi fuggono dalla violenza della guerra e niente può fermare chi scappa per salvare la propria vita e quella dei propri cari. L'Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra esprime tutta la sua solidarietà per queste nuove vittime civili di guerra e continuerà a portare avanti con ancora più convinzione la sua campagna  di sensibilizzazione 'Io non volevo partire - chi fugge dalle guerre ha bisogno di una mano', per contribuire a costruire un mondo più giusto e solidale".

 

Ultima modifica il Venerdì, 22 Aprile 2016 11:00

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