Giovane rifugiata siriana porta la torcia olimpica a Brasilia

La rifugiata siriana Hanan Dacka con la Torcia Olimpica a Brasilia (fonte UNHCR) La rifugiata siriana Hanan Dacka con la Torcia Olimpica a Brasilia (fonte UNHCR)

Il 3 maggio, la 12enne rifugiata siriana Hanan Dacka ha avuto l’onore di portare la fiamma olimpica attraverso la città di Brasilia, inaugurando il percorso della torcia nel paese che ospiterà i giochi quest’estate.

Questo gesto simbolico fa seguito a quello simile avvenuto qualche settimana fa ad Atene ed è stato voluto per mostrare solidarietà con i quasi 60 milioni di rifugiati nel mondo, che sono stati costretti a lasciare le loro case a causa delle guerre e delle persecuzioni.

Hanan e la sua famiglia sono originarie di Idlib, una città nel nord-ovest della Siria che si trova in una delle zone maggiormente distrutte dalla guerra giunta ormai al suo sesto anno. Dopo aver trascorso due anni a mezzo nel campo per i rifugiati di Zaatari, in Giordania, lo scorso anno Hanan e la sua famiglia sono state accolte in Brasile, all’interno di uno speciale programma umanitario, che ha coinvolto finora circa 8.000 persone.

Dal 2013 i consolati brasiliani in Medio Oriente hanno rilasciato dei visti speciali, con procedure semplificate, per permettere ai sopravvissuti dalla guerra di ottenere asilo nel più grande paese del Sudamerica.

Recentemente questo programma umanitario è stato prolungato per altri due anni, in modo da poter accogliere altri rifugiati e permettere loro di ricostruire le loro vite dopo essere fuggiti da una guerra che finora ha ucciso almeno 250.000 persone, in massima parte civili, e costretto all'esilio quasi 5 milioni di persone di ogni età, genere e provenienza sociale.

La cosa più importante nello sport è divertirsi e fare nuovi amici” – ha dichiarato Hanan – “Portando la torcia olimpica, posso mostrare a tutto il mondo che i rifugiati non esistono solo sulla carta e che sono in grado di fare grandi cose”. Dopo aver ringraziato il Brasile e la sua gente per l’accoglienza, ha espresso la speranza che questo gesto "possa essere un messaggio positivo per un mondo senza guerre e con più amicizia”.

Per la prima volta nella storia, una squadra composta da atleti rifugiati di tutto il mondo parteciperà alle Olimpiadi sotto la bandiera con i cinque cerchi. La composizione della squadra sarà annunciata nella prima metà di Giugno.

Riguardo questa iniziativa, il Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-Moon ha dichiarato che essa servirà a mostrare al mondo che i rifugiati sono “persone piene di talento, di forza e di valori ispiratori per tutti. Nella vittoria e nella sconfitta saranno loro i campioni dello spirito olimpico”.

Ultima modifica il Martedì, 14 Giugno 2016 11:45

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