L'ANVCG per il Museo della Fiducia e del Dialogo per il Mediterraneo

 Eros dormiente, Caravaggio, Galleria degli Uffizi, una delle opere ospitate a Lampedusa Eros dormiente, Caravaggio, Galleria degli Uffizi, una delle opere ospitate a Lampedusa

Il 3 giugno, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Ministro dei Beni e Attività Culturali Dario Franceschini, sarà inaugurata a Lampedusa una mostra che conterrà opere artistiche di pregio e reperti di naufragi e delle vittime delle migrazioni. L'esposizione rientra nel progetto del Museo del Dialogo e della Fiducia per il Mediterraneo.

L'Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra è social partner del Comitato 3 Ottobre in questa iniziativa  e ha messo a disposizione della mostra una granata di artiglieria risalente alla Seconda Guerra Mondiale. Il bossolo è stato utilizzato nella battaglia di Montecassino, una zona del Lazio che, in seguito ai numerosi bombardamenti che rasero al suolo molti Comuni della cosiddetta linea Gustav, fu teatro di una emigrazione di massa di italiani all'estero. Circostanza questa testimoniata anche da una foto dell'epoca, che sarà esposta anch'essa e che normalmente si trova presso l'Historiale di Cassino.

"L'intento è quello di evocare un parallelismo fra le vittime civili di guerra di ieri e di oggi: tra l'emigrazione italiana dell'epoca dovuta alla guerra e quella delle popolazioni che oggi scappano da conflitti, carestie e dittature", dichiara Giuseppe Castronovo, cieco di guerra e Presidente Nazionale dell'Associazione. "La mostra e il museo che si va ad inaugurare a Lampedusa, saranno un punto di forza nella sensibilizzazione dell'opinione pubblica sui danni collaterali delle guerre, che costringono le popolazioni a scappare, a emigrare anche quando non vorrebbero, come testimoniato dalla campagna di informazione lanciata sempre dall'ANVCG a Lampedusa nell'ottobre scorso dal titolo "Io non volevo partire – Chi fugge dalla guerra ha bisogno di una mano".

Grazie all'intervento del Comitato, a Lampedusa saranno esposti reperti di 52 persone soffocate nella stiva di un barcone della scorsa estate. Si tratta di oggetti dal forte potere evocativo appartenuti alle vittime poi riprese da Gianfranco Rosi nel suo lungometraggio "Fuocoammare", vincitore del Leone d'oro a Berlino. "Questo museo ha lo scopo di costruire dei ponti culturali sui quali devono poggiare i corridoi umanitari, per permettere arrivare in Europa in maniera sicura. Queste persone non devono essere costrette a rischiare la propria vita in traversate marittime che spesso finiscono in tragedia, o venire ghettizzate nei tanti campi profughi che nascono in Europa se si prova ad arrivarvi via terra", questo il commento del Comitato.

Ultima modifica il Giovedì, 26 Maggio 2016 20:23

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