Resoconto della conferenza “Mine Action: un investimento sull’umanità”

Il 4 aprile 2017 si è svolta la conferenza “Mine Action: un investimento sull’umanità”, organizzata dall'Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra Onlus insieme a Campagna Italiana Contro le Mine Onlus, per celebrare la Giornata Mondiale per la promozione dell’azione contro le mine e gli ordigni bellici inesplosi.

La conferenza ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica, oltre ai patrocini del Ministero della Difesa, del Ministero degli Esteri e del Ministero dell’Interno, a testimonianza dell’importanza della tematica affrontata. L'evento ha avuto un'ottima riuscita, con rilevanti e significative presenze sia tra i relatori sia tra il pubblico che ha riempito completamente la prestigiosa Sala Zuccari concessa dal Senato.

L'incontro - moderato dal giornalista Guido Barlozzetti - si è aperto con l'intervento, in rappresentanza del Governo, del Sottosegretario agli Esteri Della Vedova, che è attualmente presiedente del CNAUMA (Comitato Nazionale per lo sminamento umanitario), il quale ha ricordato come l’Italia abbia dato completa e rapida attuazione ai trattati internazionali contro le mine antipersona e contro le bombe a grappolo, oltre ad essere un importante e apprezzato attore nel programma di sminamento umanitario nel mondo.

E' stato poi proiettato un breve e apprezzato documentario che – attraverso il montaggio di importante materiale inedito della RAI (un documentario della Fondazione Don Carlo Gnocchi degli anni ’50 realizzato con la collaborazione di Vittorio de Sica e Cesare Zavattini) e una testimonianza contemporanea dai territori di guerra in Medio Oriente –  ha mostrato la disumanità insita negli ordigni bellici e il comune destino e la continuità nella storia delle vittime civili di guerra nel mondo.

L'emozione suscitata dalla visione di questo filmato è stata poi amplificata dal racconto di Nicolas Marzolino - giovanissima vittima civili di guerra italiana - che si è soffermato sul suo percorso di vita dopo l’incidente di marzo 2013 e sulla gravità del fatto che gli ordigni bellici non perdono la loro capacità letale anche dopo tanti anni dal loro primo uso. Nicolas ha inoltre sottolineato il suo impegno al fianco dell’Associazione nelle scuole, per sensibilizzare i giovani all’educazione al rischio.

Nel suo discorso, il Presidente dell'Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra Giuseppe Castronovo ha voluto evidenziare in modo forte il collegamento tra la storia delle vittime civili di guerra italiane – la cui sofferenza e la cui memoria non devono mai essere dimenticate – e l’impegno che l’Associazione sta mettendo per proiettare i suoi valori nel mondo contemporaneo, purtroppo ancora funestato da conflitti  e scontri in tante parti della Terra.

Si sono quindi susseguiti i contributi di Santina Bianchini – Presidente di Campagna Italiana Contro le Mine Onlus – che si è soffermata sull’importanza del lavoro sul campo da parte degli operatori e dei volontari, e di Andrea Senatori – delegato del Direttore dell’Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo – che ha illustrato nel dettaglio l’azione per lo sminamento umanitario del Governo italiano e i mezzi attraverso cui questa si svolge.

Molto significativo e partecipato è stato l'intervento di Alberto Cairo, responsabile della Croce Rossa in Afghanistan, che ha parlato della sua esperienza diretta in quella terra martoriata da quarant’anni di guerra praticamente ininterrotta e - anche nel 2015 - teatro del maggior numero di incidenti causati dagli ordigni bellici inesplosi. Con storie di vita vissuta, ha mostrato come l’intervento umanitario non si esaurisca più nel semplice sminamento, ma si estenda a tutto il difficile percorso di reinserimento delle vittime della guerra.

E’ stata poi la volta della Sen. Silvana Amati, prima firmataria del disegno di legge “Misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antiuomo, di munizioni e sub-munizioni a grappolo” e già relatrice al Senato della proposta, poi diventa legge, sulla “Giornata nazionale delle vittime civili delle guerre e dei conflitti nel mondo”, che ha voluto ricordare l’importanza dell’impulso provenienti dalle associazioni e dalla società in tutte le battaglie civili e in particolare nella lotta contro gli ordigni.

In chiusura Giuseppe Schiavello, direttore di Campagna Italiana Contro le Mine Onlus, ha messo in evidenza come il problema delle mine, delle bombe a grappolo e in genere delle armi belliche e sul fatto che i trattati internazionali che ne limitano l’uso devono aprire una finestra di riflessione sul rispetto del diritto umanitario internazionale, di cui le guerre costituiscono ormai una violazione sistematica.

Tutti gli interventi dei relatori hanno contribuito a fornire un quadro molto incisivo e chiaro del fenomeno degli ordigni bellici e delle mine antipersona nel mondo di oggi, con dati davvero impressionanti: basti pensare che il numero complessivo di ordigni inesplosi esistenti nel mondo è stimato in 120 milioni e che, secondo i dati ufficiali sicuramente sottostimati rispetto la realtà, nel solo 2015 vi sono stati oltre 6400 decessi e ferimenti causati dalle mine e dagli ordigni, con il coinvolgimento di civili nell’80% dei casi.

L'evento ha avuto un ampio e variegato riscontro sui mezzi di comunicazione, sia tradizionali che online; tra questi vi è stato anche un servizio andato in onda sul TG1 Flash delle ore 09.30 del 6 aprile.

Link diretto al video: MP4  - WEBM

Ultima modifica il Lunedì, 10 Aprile 2017 10:19

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