Riforma del lavoro (jobs act), collocamento obbligatorio e assistenza ai disabili

Uno dei decreti del cosiddetto Jobs Act (decreto legislativo 14 settembre 2015, n.151), introduce una serie di modifiche alla legislazione sul collocamento obbligatorio, che, tranne alcuni dettagli marginali, era rimasta invariata fin dalla sua approvazione nel 1999.

La prima novità riguarda le quote di riserva a carico di specifici datori di lavoro (datori di lavoro privati che occupino da 15 a 35 dipendenti, partiti politici, organizzazioni sindacali ed organizzazioni che, senza scopo di lucro, operano nel campo della solidarietà sociale, dell’assistenza e della riabilitazione), che a partire dal 1° gennaio 2017 avranno l’obbligo di assumere un disabile, a prescindere dall’effettuazione o meno di nuove assunzioni.

Per la quota di riserva inoltre verranno calcolati anche i lavoratori, già disabili prima della costituzione del rapporto di lavoro, anche se non assunti tramite il collocamento obbligatorio, nel caso in cui abbiano una riduzione della capacità lavorativa superiore al 60 per cento o minorazioni ascritte dalla 1ª alla 6ª categoria.

Riguardo l’avviamento al lavoro, viene poi eliminata la richiesta numerica e i datori di lavoro pubblici e privati assumeranno i lavoratori delle categorie protette solamente mediante richiesta nominativa oppure – per quanto riguarda i soli disabili – attraverso la stipula di convenzioni.

Viene anche prevista la possibilità per l’azienda di far precedere la richiesta nominativa, con l’ulteriore richiesta all’ufficio del lavoro competente di effettuare la preselezione dei disabili iscritti nell’apposito elenco aderenti a quella occasione di lavoro, in base alle qualifiche e modalità concordare con l’azienda stessa.

Il decreto prevede poi una serie di modifiche agli incentivi e alle agevolazioni già in vigore per l’assunzione dei disabili. Ricordiamo che le agevolazioni contributive riguardano le assunzioni dei soli disabili e non si applicano a quelle delle altre categorie protette (coniuge, orfani, profughi ecc.).

Un altro dei decreti del Jobs Act (decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81) ha previsto all'art.8 che al coniuge, ai figli o ai genitori di una persona con grave disabilità o anche a chi assista quest’ultima in una situazione di convivenza è riconosciuta la priorità nella trasformazione del contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale.

Per usufruire di questo beneficio è necessario che la persona assistita sia stata riconosciuta in situazione di disabilità grave ai sensi della legge n.104/92 oppure abbia patologie oncologiche o gravi patologie cronico-degenerative ingravescenti, con conseguente necessità di assistenza continua in quanto non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita.

Ultima modifica il Venerdì, 02 Ottobre 2015 10:09

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